Senato della Republbica/approvazione disegno di legge S 1786
Il Senato approva in prima lettura il disegno di legge che delega il Governo a emanare uno o più decreti legislativi per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica
Il testo del disegno di legge S 1786, approvato con 72 voti favorevoli, 40 contrari ed 1 astenuto, adesso passa alla Camera
Il 7 ottobre il Senato ha licenziato, introducendo emendamenti, il disegno di legge delega destinato a ridisegnare e riordinare la normativa in materia farmaceutica. Il testo interviene su alcuni snodi strategici del sistema: l'accesso ai farmaci, il monitoraggio e il contenimento della spesa, i servizi sanitari resi dalle farmacie e il potenziamento dell'assistenza sul territorio. Il percorso parlamentare non è però terminato: il provvedimento è ora all'esame della Camera.
Il valore dell'iniziativa sta soprattutto nell'intento di mettere ordine in un insieme di norme stratificatesi nel tempo, spesso risalenti e frutto di interventi successivi e non coordinati.
Il ricorso a uno o più decreti legislativi, eventualmente attraverso testi unici, può essere l'occasione per accrescere la coerenza della disciplina e rendere più intelligibili gli obblighi a carico degli operatori. Va però tenuto presente che la delega, di per sé, non equivale a una riforma realizzata: l'esito dipenderà in larga misura dai criteri direttivi e dalle scelte che il Governo tradurrà negli atti attuativi.
Il passaggio più delicato è rappresentato dal punto di equilibrio tra sostenibilità economica e tutela della salute. Il contenimento della spesa non può essere perseguito con mere logiche contabili, ma deve armonizzarsi con la disponibilità dei medicinali, con la rapidità di accesso alle terapie innovative e con l'equità dell'assistenza. In questa direzione, la governance del settore dovrebbe puntare su una programmazione trasparente e prevedibile, idonea a tener conto tanto delle esigenze del Servizio sanitario nazionale quanto di quelle dei pazienti e degli operatori.
Merita poi particolare considerazione il ruolo delle farmacie territoriali. Un loro coinvolgimento crescente nell'erogazione di prestazioni sanitarie può rendere l'assistenza più fruibile e vicina ai cittadini, soprattutto dove l'accesso alle strutture sanitarie risulta problematico. Un simile sviluppo richiede però regole chiare su competenze professionali, integrazione con gli altri servizi del Servizio sanitario nazionale, remunerazione delle prestazioni e responsabilità degli operatori.
L'approvazione al Senato è dunque un passaggio rilevante, ma non definitivo. La bontà della riforma si misurerà sulla capacità di tradurre gli obiettivi della delega in norme efficaci, coordinate e concretamente applicabili. È sul terreno dell'attuazione, più che su quello dell'enunciazione dei principi, che si deciderà la possibilità di costruire una legislazione farmaceutica moderna, sostenibile e realmente orientata alla tutela della salute.
Avv. Tommaso di Gioia
Patrocinante dinnanzi alle Magistrature Superiori, già docente nel Corso di Alta Formazione in Diritto Sanitario dell'Università di Bari, componente del Comitato degli Esperti della Scuola di Aggiornamento e della Scuola di Formazione Forense dell'Ordine degli Avvocati di Bari
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Senato della Republbica/approvazione disegno di legge S 1786
Il Senato approva in prima lettura il disegno di legge che delega il Governo a emanare uno o più decreti legislativi per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica
Il testo del disegno di legge S 1786, approvato con 72 voti favorevoli, 40 contrari ed 1 astenuto, adesso passa alla Camera
Il 7 ottobre il Senato ha licenziato, introducendo emendamenti, il disegno di legge delega destinato a ridisegnare e riordinare la normativa in materia farmaceutica. Il testo interviene su alcuni snodi strategici del sistema: l'accesso ai farmaci, il monitoraggio e il contenimento della spesa, i servizi sanitari resi dalle farmacie e il potenziamento dell'assistenza sul territorio. Il percorso parlamentare non è però terminato: il provvedimento è ora all'esame della Camera.
Il valore dell'iniziativa sta soprattutto nell'intento di mettere ordine in un insieme di norme stratificatesi nel tempo, spesso risalenti e frutto di interventi successivi e non coordinati.
Il ricorso a uno o più decreti legislativi, eventualmente attraverso testi unici, può essere l'occasione per accrescere la coerenza della disciplina e rendere più intelligibili gli obblighi a carico degli operatori. Va però tenuto presente che la delega, di per sé, non equivale a una riforma realizzata: l'esito dipenderà in larga misura dai criteri direttivi e dalle scelte che il Governo tradurrà negli atti attuativi.
Il passaggio più delicato è rappresentato dal punto di equilibrio tra sostenibilità economica e tutela della salute. Il contenimento della spesa non può essere perseguito con mere logiche contabili, ma deve armonizzarsi con la disponibilità dei medicinali, con la rapidità di accesso alle terapie innovative e con l'equità dell'assistenza. In questa direzione, la governance del settore dovrebbe puntare su una programmazione trasparente e prevedibile, idonea a tener conto tanto delle esigenze del Servizio sanitario nazionale quanto di quelle dei pazienti e degli operatori.
Merita poi particolare considerazione il ruolo delle farmacie territoriali. Un loro coinvolgimento crescente nell'erogazione di prestazioni sanitarie può rendere l'assistenza più fruibile e vicina ai cittadini, soprattutto dove l'accesso alle strutture sanitarie risulta problematico. Un simile sviluppo richiede però regole chiare su competenze professionali, integrazione con gli altri servizi del Servizio sanitario nazionale, remunerazione delle prestazioni e responsabilità degli operatori.
L'approvazione al Senato è dunque un passaggio rilevante, ma non definitivo. La bontà della riforma si misurerà sulla capacità di tradurre gli obiettivi della delega in norme efficaci, coordinate e concretamente applicabili. È sul terreno dell'attuazione, più che su quello dell'enunciazione dei principi, che si deciderà la possibilità di costruire una legislazione farmaceutica moderna, sostenibile e realmente orientata alla tutela della salute.
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